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Pietre Nere

Giugno 24 @ 20:00

Pietre nere

Venerdì 24 giugno
ore 20 – Spazio Kor

La stanza, spettacolo in VR - AstiTeatro 44

Tutti noi abitiamo una casa. Nessuno se non i barboni, i senza tetto, abitano davvero la città. Qualsiasi sia il nostro lavoro, qualsiasi sia la nostra indole, prima o poi, ogni giorno, tutti noi rientriamo a casa. È dall’interno di una casa che abitiamo il mondo. La casa è una mediazione tra noi il mondo. Non importa che foggia o che valore abbia. Dove sia situata, quali siano le sue caratteristiche, con che criteri sia stata costruita. Non importa la distribuzione degli spazi interni. Gli equilibri sui quali si fonda l’armonia di una casa possono essere profondamente differenti a seconda di chi la abita, della sua cultura, età, estrazione sociale. La casa però resta sempre il tentativo di costruire e creare uno spazio intimo. Di adibire un luogo ad accogliere una porzione di mondo fatto di cose e persone e piante e animali e atmosfere e abitudini ed eventi con cui instaurare uno stretto legame e in grado di farci stare bene, di farci sentire a nostro agio, di renderci felici. Ognuno, secondo il suo gusto e le sue possibilità, tende a costruire, ristrutturare, arredare la propria casa a sua immagine e somiglianza: è un modo per prenderci cura di noi stessi.

La casa però è stata ed anche luogo di nascondimento. Di separazione dall’esterno, dal mondo.

Luogo dove sono nate e nascono molteplici fratture e divisioni. La casa è il luogo in cui avvengono violenze, oppressioni, torti. La diseguaglianza tra generi trova nella casa un suo luogo di nascita e d’elezione. Sempre attraverso la casa la nostra società esprime la diseguaglianza economica: attraverso la sua proprietà o meno, ma anche per mezzo della sua posizione all’interno di geografie cittadine che sono espressione del ruolo che occupi all’interno della società. La casa, come noi oggi la concepiamo, è anche motore e incarnazione della separazione tra civile e selvatico, tra urbano e naturale in quanto, fatta qualche rara eccezione la casa può essere abitata solo da esseri umani.

Oggi le nostre case stanno cambiando. Quello che è stato il loro ruolo fino a non molti anni fa sta venendo messo in crisi alla radice. La casa sta smettendo di essere il luogo dove raccogliere, accumulare, custodire ciò che non può essere messo e portato in piazza. Fino a poco tempo fa c’erano luoghi adibiti alla socialità e questi luoghi iniziavano dopo che la porta di casa era stata chiusa alle spalle. Questi luoghi erano le scuole, i luoghi di lavoro e di culto, i cinema e i teatri, i ristoranti e i bar. Ora il paradigma è cambiato. La televisione ha portato lo spazio all’interno delle case ed oggi i social media hanno dato vita ad uno spazio pubblico portatile. Tutto il mondo è diventato casa nostra. Siamo già andati molto oltre l’idea di globalizzazione intesa come possibilità di spostarci con grande facilità e senza limitazioni, oggi sono le nostre case a farsi mondo e a poter essere terra.

Non sappiamo come questo cambiamento trasformerà il nostro modo di vivere, ma è chiaro che dovremo immaginarlo, inventarlo e scoprirlo. Non possiamo non augurarci che le nostre case diventino sempre più degli spazi aperti, dove la separazione tra pubblico e privato sia sempre meno netta e artificiale. Dove lo scambio tra persone, cose e culture diventi sempre più fitto e intricato. Ci auguriamo che le nostre case possano essere sempre più cosmopolite, senza che questo debba essere in contrasto con l’identità locale e sempre meno scrigno di segreti, ma sempre più luogo di incontro e di condivisione. Luoghi di cui conoscere e tramandare le storie e le vicende. Delle case raramente conosciamo la storia. Diamo rilievo alle storie delle persone, a quelle delle città. Alle storie delle case no. Quasi fossero luoghi anonimi. Involucri senza importanza. Il più delle volte non è così. Non conoscere la storia delle nostre case è un po’ come negare l’importanza della storia della terra che, di fatto è la nostra casa. I continenti e le nazioni sono le stanze in cui abbiamo suddiviso quel grande appartamento che chiamiamo mondo.

A partire da questi pensieri vorremmo indagare la percezione e il ruolo della casa nella vita delle persone, anche attraverso il confronto con abitanti di diversi quartieri della città, in modo da raccogliere punti di vista, storie ed esperienze lontane ed opposte tra loro. Vorremmo parlare con le persone per capire insieme a loro che importanza e che ruolo danno alla loro casa. Quanto la loro vita e la loro identità si rispecchi e si compenetri con la loro casa. Quanto invece, per altri, la casa sia solo un’appendice. Un luogo dove trascorrere il minor tempo possibile. Vorremmo capire quale sia il baricentro delle diverse case. La cucina, la sala, la camera da letto, il bagno. Ma anche il divano, la televisione, la tavola. Vorremmo capire quali spettri la parola trasloco è in grado di evocare. Quanto consideriamo di impacchettare negli scatoloni la nostra vita per trasportarla da una casa all’altra e quanto invece a spostarsi non è la nostra vita, ma siamo noi. Cambiare casa è in qualche modo dividere il passato dal presente. Quando e perchè decidiamo di farlo.

Prenotazione obbligatoria
Ritiro biglietti presso biglietteria Teatro Alfieri 

Credits

di e con Enrico Castellani, Valeria Raimondi
con Francesco Alberici
fotografa Elisa Pregnolato
video artista Daniele Costa
video e suono Annalisa Zegna
sound designer Jonel Zanato
Illustratrice Nadia Pillon
produzione Babilonia Teatri, La Corte Ospitale

Vincitore del Bando ART~WAVES della Fondazione Compagnia San Paolo

Prima nazionale

Biglietteria

INTERO 10 euro
RIDOTTO 8 euro
RIDOTTO OPERATORI 5 euro
BIGLIETTO FAMIGLIA  5 euro  “Quadrotto, Tondino e la luna” (fuori abbonamento)

LA BIGLIETTERIA NEI LUOGHI DI SPETTACOLO APRE 1 ORA PRIMA DELL’INIZIO

ABBONAMENTI FESTIVAL
108 euro per 18 spettacoli
70 euro per 10 spettacoli
SPECIALE UNDER 25: abbonamento gratuito per 3 spettacoli a scelta
(Sono esclusi gli spettacoli fuori abbonamento)
FUORI ABBONAMENTO (prenotazione obbligatoria):
spettacolo in VR “Così è (o mi pare)”
spettacolo in VR + visita Museo di Palazzo Mazzetti per “La Stanza”

INGRESSO GRATUITO:
Bandakadabra “Ok, boomer”

PRENOTAZIONI
I biglietti sono prenotabili a partire dal 10 maggio
– scrivendo via mail a  biglietteriateatroalfieri@comune.asti.it
– telefonando a 0141.399057 – 0141.399040 (da mar a ven dalle 10 alle  17)
– online sul sito www.allive.it

PREVENDITE E RITIRO BIGLIETTI/ABBONAMENTI
Dal 10/05 al 22/06 da mar a ven orario continuato 10 – 17
Dal 23/06 al 03/07 tutti i giorni orario continuato dalle 10 alle 17
presso Biglietteria Teatro Alfieri in Via al Teatro n. 2 – Asti

ACQUISTO ONLINE TRAMITE  www.bigliettoveloce.it

A causa del contenimento Covid19 l’ingresso negli spazi sarà monitorato seguendo le normative in corso.

Pietre nere


Venerdì 24 giugno
ore 20 – Spazio Kor

 

La stanza, spettacolo in VR - AstiTeatro 44

Tutti noi abitiamo una casa. Nessuno se non i barboni, i senza tetto, abitano davvero la città. Qualsiasi sia il nostro lavoro, qualsiasi sia la nostra indole, prima o poi, ogni giorno, tutti noi rientriamo a casa. È dall’interno di una casa che abitiamo il mondo. La casa è una mediazione tra noi il mondo. Non importa che foggia o che valore abbia. Dove sia situata, quali siano le sue caratteristiche, con che criteri sia stata costruita. Non importa la distribuzione degli spazi interni. Gli equilibri sui quali si fonda l’armonia di una casa possono essere profondamente differenti a seconda di chi la abita, della sua cultura, età, estrazione sociale. La casa però resta sempre il tentativo di costruire e creare uno spazio intimo. Di adibire un luogo ad accogliere una porzione di mondo fatto di cose e persone e piante e animali e atmosfere e abitudini ed eventi con cui instaurare uno stretto legame e in grado di farci stare bene, di farci sentire a nostro agio, di renderci felici. Ognuno, secondo il suo gusto e le sue possibilità, tende a costruire, ristrutturare, arredare la propria casa a sua immagine e somiglianza: è un modo per prenderci cura di noi stessi.

La casa però è stata ed anche luogo di nascondimento. Di separazione dall’esterno, dal mondo.

Luogo dove sono nate e nascono molteplici fratture e divisioni. La casa è il luogo in cui avvengono violenze, oppressioni, torti. La diseguaglianza tra generi trova nella casa un suo luogo di nascita e d’elezione. Sempre attraverso la casa la nostra società esprime la diseguaglianza economica: attraverso la sua proprietà o meno, ma anche per mezzo della sua posizione all’interno di geografie cittadine che sono espressione del ruolo che occupi all’interno della società. La casa, come noi oggi la concepiamo, è anche motore e incarnazione della separazione tra civile e selvatico, tra urbano e naturale in quanto, fatta qualche rara eccezione la casa può essere abitata solo da esseri umani.

Oggi le nostre case stanno cambiando. Quello che è stato il loro ruolo fino a non molti anni fa sta venendo messo in crisi alla radice. La casa sta smettendo di essere il luogo dove raccogliere, accumulare, custodire ciò che non può essere messo e portato in piazza. Fino a poco tempo fa c’erano luoghi adibiti alla socialità e questi luoghi iniziavano dopo che la porta di casa era stata chiusa alle spalle. Questi luoghi erano le scuole, i luoghi di lavoro e di culto, i cinema e i teatri, i ristoranti e i bar. Ora il paradigma è cambiato. La televisione ha portato lo spazio all’interno delle case ed oggi i social media hanno dato vita ad uno spazio pubblico portatile. Tutto il mondo è diventato casa nostra. Siamo già andati molto oltre l’idea di globalizzazione intesa come possibilità di spostarci con grande facilità e senza limitazioni, oggi sono le nostre case a farsi mondo e a poter essere terra.

Non sappiamo come questo cambiamento trasformerà il nostro modo di vivere, ma è chiaro che dovremo immaginarlo, inventarlo e scoprirlo. Non possiamo non augurarci che le nostre case diventino sempre più degli spazi aperti, dove la separazione tra pubblico e privato sia sempre meno netta e artificiale. Dove lo scambio tra persone, cose e culture diventi sempre più fitto e intricato. Ci auguriamo che le nostre case possano essere sempre più cosmopolite, senza che questo debba essere in contrasto con l’identità locale e sempre meno scrigno di segreti, ma sempre più luogo di incontro e di condivisione. Luoghi di cui conoscere e tramandare le storie e le vicende. Delle case raramente conosciamo la storia. Diamo rilievo alle storie delle persone, a quelle delle città. Alle storie delle case no. Quasi fossero luoghi anonimi. Involucri senza importanza. Il più delle volte non è così. Non conoscere la storia delle nostre case è un po’ come negare l’importanza della storia della terra che, di fatto è la nostra casa. I continenti e le nazioni sono le stanze in cui abbiamo suddiviso quel grande appartamento che chiamiamo mondo.

A partire da questi pensieri vorremmo indagare la percezione e il ruolo della casa nella vita delle persone, anche attraverso il confronto con abitanti di diversi quartieri della città, in modo da raccogliere punti di vista, storie ed esperienze lontane ed opposte tra loro. Vorremmo parlare con le persone per capire insieme a loro che importanza e che ruolo danno alla loro casa. Quanto la loro vita e la loro identità si rispecchi e si compenetri con la loro casa. Quanto invece, per altri, la casa sia solo un’appendice. Un luogo dove trascorrere il minor tempo possibile. Vorremmo capire quale sia il baricentro delle diverse case. La cucina, la sala, la camera da letto, il bagno. Ma anche il divano, la televisione, la tavola. Vorremmo capire quali spettri la parola trasloco è in grado di evocare. Quanto consideriamo di impacchettare negli scatoloni la nostra vita per trasportarla da una casa all’altra e quanto invece a spostarsi non è la nostra vita, ma siamo noi. Cambiare casa è in qualche modo dividere il passato dal presente. Quando e perchè decidiamo di farlo.

Credits

di e con Enrico Castellani, Valeria Raimondi
con Francesco Alberici
fotografa Elisa Pregnolato
video artista Daniele Costa
video e suono Annalisa Zegna
sound designer Jonel Zanato
Illustratrice Nadia Pillon
produzione Babilonia Teatri, La Corte Ospitale

Vincitore del Bando ART~WAVES della Fondazione Compagnia San Paolo

Prima nazionale

Biglietteria

INTERO 10 euro
RIDOTTO 8 euro
RIDOTTO OPERATORI 5 euro
BIGLIETTO FAMIGLIA 5 euro  “Quadrotto, Tondino e la luna” (fuori abbonamento)

LA BIGLIETTERIA NEI LUOGHI DI SPETTACOLO APRE 1 ORA PRIMA DELL’INIZIO

ABBONAMENTI FESTIVAL
108 euro per 18 spettacoli
70 euro per 10 spettacoli
SPECIALE UNDER 25: abbonamento gratuito per 3 spettacoli a scelta
(Sono esclusi gli spettacoli fuori abbonamento)
FUORI ABBONAMENTO (prenotazione obbligatoria):
spettacolo in VR “Così è (o mi pare)”
spettacolo in VR + visita Museo di Palazzo Mazzetti per “La Stanza”

INGRESSO GRATUITO:
Bandakadabra “Ok, boomer”

PRENOTAZIONI
I biglietti sono prenotabili a partire dal 10 maggio
– scrivendo via mail a  biglietteriateatroalfieri@comune.asti.it
– telefonando a 0141.399057 – 0141.399040 (da mar a ven dalle 10 alle  17)
– online sul sito www.allive.it

PREVENDITE E RITIRO BIGLIETTI/ABBONAMENTI
Dal 10/05 al 22/06 da mar a ven orario continuato 10 – 17
Dal 23/06 al 03/07 tutti i giorni orario continuato dalle 10 alle 17
presso Biglietteria Teatro Alfieri in Via al Teatro n. 2 – Asti

ACQUISTO ONLINE TRAMITE  www.bigliettoveloce.it

A causa del contenimento Covid19 l’ingresso negli spazi sarà monitorato seguendo le normative in corso.

Dettagli

Data:
Giugno 24
Ora:
20:00
Categoria Evento:

Organizzatore

Festival Asti Teatro
Telefono:
0141399057

Luogo

Spazio Kor
Piazza San Giuseppe
Asti, Italia
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