Il Festival Astiteatro raccontato dagli studenti del progetto di PCTO

Asti, venerdì 25 giugno 2021

Ieri, mercoledì 25 agosto, è stata inaugurata la 43esima edizione di Asti Teatro, con lo spettacolo “Sesto potere”, scritto e diretto da Davide Sacco.
Il titolo fa riflettere su una nuova sfumatura di potere che lentamente, dall’inizio del nuovo secolo, ha iniziato a diffondersi tramite i nostri smartphones. È il potere delle fake news, che striscia nel web e colpisce soprattutto tramite social e siti inaffidabili. Com’è citato nello spettacolo, il quinto potere – quello della televisione – si diffonde nei salotti; mentre il sesto è iniettato direttamente nei nostri cervelli, tramite un semplice click.

Durante l’intervista prima dello spettacolo, il regista ha esposto una riflessione interessante sul potere di oggi, sottolineando quanto sia cambiato. Anni fa, per ottenere tale potere vi era comunque una barriera da superare, mentre ora quel filtro non c’è più. È come se ognuno potesse liberamente prenderselo da un momento all’altro e mentre ci facciamo questa guerra spietata, in realtà siamo tutti vittime di una falsa democrazia che ci sovrasta. Questo è ben visibile nel suo spettacolo.
In esso i protagonisti sono tre ragazzi che con il pretesto di guadagnare denaro per riscattarsi dai loro fallimenti, si sono chiusi in un garage e hanno iniziato a postare fake news online per generare scandali e dibattiti, venendo pagati da chissà chi. Questa volta però, prendono involontariamente parte a qualcosa di più grosso, poiché durante le elezioni vengono pagati da un partito per essere sponsorizzato. Inizialmente i dati vanno bene poiché sembra quello favorito ma, la sera prima delle elezioni, la situazione si ribalta poiché un conduttore televisivo scredita il vicesegretario del partito in live. I tre capiscono dunque che per salvarsi dovranno distruggere la vita del conduttore, arrivando persino a minacciarlo pesantemente.

Collegandomi al concetto precedente, i tre compagni pensano di avere in mano il potere ma, in realtà, sono vittime di questa democrazia fatta semplicemente di odio, denaro e vendetta. Dallo spettacolo emerge, oltre che un’evidente critica politica, uno spunto di riflessione sul nuovo mondo della comunicazione: è molto facile commentare, criticare, insultare o addirittura minacciare qualcuno nascondendosi dietro uno schermo, nessuno si accorgerà di chi sia stato e si avrà quindi l’impressione di non correre alcun rischio. Ma nel momento in cui succede a te? Come ci si sente ad essere vittima di un odio immotivato? È il caso a scegliere le vittime di questa roulette russa e proprio perché non ci sono regole, difficilmente una persona riesce a salvarsi. Tutti ogni tanto dovremmo quindi rompere quella barriera di vetro e ricordarci della nostra umanità.

Articolo redatto da: Cristina Cravero.

Foto di: Noceralvan Agcubo