Il Festival Astiteatro raccontato dagli studenti del progetto di PCTO

Asti, martedì 31 Agosto 2021

Con un nuovo spettacolo al Teatro Alfieri arriva un nuovo articolo del blog Asti-Teatro, ma questo non è uno spettacolo qualsiasi.

Si spengono le luci, solo un faro acceso su una sedia al centro del palco, entra lui, William Shakespeare con una chitarra in mano, comincia a cantare, uno dei suoi sonetti probabilmente, finisce la canzone, ci guarda e dice:” Questa era una canzone di Elvis Presley, la parte mia era solo la frase iniziale”.

Una battuta che ci fa capire il tono dello spettacolo.

“Shakespearology” è una “intervista impossibile” allo scrittore teatrale più famoso di sempre, che ha il grande pregio di farci riscoprire non tanto le sue opere, quanto Shakespeare stesso: l’immaginario comune lo vuole un commediografo intelligente e profondo, con un grande spirito di originalità nelle sue trame? Buttate questo pensiero dalla finestra.

Lo Shakespeare che intervistiamo è sagace, schietto, fanfarone, impertinente, pieno di citazioni a Bob Marley, Blade Runner e The Rockie Horror Picture Show, ma ha anche dei difetti.

Questa rappresentazione del poeta, per quanto bizzarra, trasuda carisma da tutti i pori, anche senza scenografia, senza trama ma solo con un monologo di 52 minuti sulla sua carriera, riesce a farti emozionare, a farti vivere il periodo storico ( esagerando sui particolari a volte) e intrattenerti per quei 52 minuti.

In poche parole, “Shakespearology” è un grande spettacolo che va visto, per la sua scrittura geniale e per l’interpretazione eccezionale dell’attore.

 

Articolo redatto da: Filip Milosevic

Foto di: Franco Rabino e Filip Milosevic